Comitato Nazionale Celebrazioni Pucciniane
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Giulio Ricordi

Milano, 19 dicembre 1840 - 6 giugno 1912

Comincia nel 1863 a lavorare nella casa editrice fondata dal nonno Giovanni, e ne assume la direzione dopo la morte del padre Tito nel 1888, governandola con energia e acuto senso degli affari non disgiunti da un illuminato paternalismo. Si giova di una cultura raffinata e versatile e di inclinazioni artistiche che gli consentono di conseguire apprezzabili risultati non solo come scrittore e poeta, ma anche come compositore. Giulio Ricordi è autore (con lo pseudonimo di J. Burgmein) di un gran numero di brani da salotto, di musica da camera e per orchestra (Pulcinella innamorato, La serenata delle maschere, Fantaisie hongroise, Histoire d'un soldat) e di lavori per il teatro (La principessa invisibile, 1869; La secchia rapita, 1910; Le tapis d'orient, 1912).
Sotto la sua direzione la Ricordi, anche attraverso l'assorbimento di altre case editrici, perviene in pratica a un controllo monopolistico dell'editoria musicale italiana ed estende la propria attività anche all'estero con l'apertura delle succursali a Lipsia e a New York. Nel 1866 Giulio Ricordi ripristina la Gazzetta Musicale, soppressa dal padre, trasformandola nel 1902 in Musica e Musicisti e ancora, nel 1906 in Ars et Labor, estendendone l'interesse alle altre arti.

Il rapporto con Puccini: è troppo riduttivo annoverare Ricordi tra i librettisti di Giacomo Puccini. Ricordi fu molto di più: amico, confidente, editore, mediatore, Ricordi arrivò a fare di Puccini un fenomeno musicale internazionale. Intuendone subito le qualità, sostenne e incoraggiò il giovane Puccini, diventando l'artefice del suo successo e seguendone la carriera con affetto paterno, contraccambiato dalla devozione del musicista in un rapporto di amicizia che consentirà loro di superare controversie e incomprensioni, personali e artistiche anche gravi. Ricordi seguì personalmente la nascita dei libretti per Puccini sulla base della sua profonda competenza dei problemi della drammaturgia musicale: l'importanza decisiva della sua collaborazione è testimoniata tra l'altro dal diretto intervento nella stesura di Manon Lescaut.