È il più importante commediografo dell'età umbertina. Dopo essersi messo in luce con drammi come La partita di scacchi (1871), ambientata in un medioevo romanzesco e retorico, e Il marito amante della moglie (1871), che si sviluppa in un Settecento alquanto manierato, Giacosa, che invece è influenzato dal naturalismo e dalla commedia francese, si accosta al dramma d'ambiente borghese. Diventa l'interprete dell'inquietudine e del disagio morale del mondo borghese, indagandolo nei toni dimessi e misurati di una rappresentazione che fa emergere il dramma dai particolari della minuziosa descrizione ambientale, così come si evince da lavori come Tristi amori (1887), Come le foglie (1900).
La sua carriera non è quella del librettista, oltre alla collaborazione con Illica per le opere di Puccini, Giacosa si limita a curare l'adattamento della Partita a scacchi per Pietro Abbà-Comaglia.
Il rapporto con Puccini: Giacosa e Illica rappresentano la coppia di librettisti che accompagneranno i grandi lavori di Giacomo Puccini. A Giacosa è riservata l'elaborazione dei momenti propriamente lirici nell'ambito dello sviluppo drammatico dell'opera, e la versificazione della trama predisposta da Illica. Non c'è dubbio che la sua inclinazione per un intimismo naturalista largamente tradotto in analisi psicologica, e in particolare la sua sensibilità nei confronti delle figure femminili, lo rendano congeniale al mondo creativo di Puccini. Giacosa è un preciso punto di riferimento per Puccini e Illica durante la complicata gestazione di un libretto. Nonostante ciò, lo stesso Giacosa giunge in più di un'occasione a minacciare la rinuncia al proprio incarico, infastidito per le continue richieste di rifacimenti, per le scadenze di cui gli si sollecita il rispetto e soprattutto per il fatto di dover trascurare il proprio lavoro di drammaturgo in favore di un'attività nella quale le sue capacità di letterato sono subordinate alle necessità pratiche del teatro di musica.
La morte di Giacosa pone fine a una felice stagione creativa, basata sui precisi equilibri di una collaborazione che non sarà possibile ricreare: Illica, che da solo non è gradito a Puccini, se aveva collaborato con Giacosa, di cui riconosceva l'indiscutibile statura di artista, non accetterà in seguito di essere affiancato da altri letterati.
Libretti pucciniani curati da Giacosa: Manon Lescaut (insieme a Praga, Illica, Oliva, Ricordi: inizia qui la collaborazione con Giacomo Puccini e il sodalizio con Illica, 1893); La Bohème (insieme a Illica, 1896); Tosca (insieme a Illica, 1900); Madama Butterfly (insieme a Illica, 1904).