Tra i numerosi librettisti di Puccini, è senza dubbio il personaggio più singolare. Dopo aver interrotto gli studi di medicina e quelli di canto ed essersi esibito per qualche tempo come baritono, si laurea in legge per poi dedicarsi al giornalismo. Fondatore a Firenze del settimanale umoristico "Cirano", sarà direttore del Giornale Aprano, redattore de La Nazione e collaboratore della Stampa, del Corriere della Sera e del Giornale d'Italia.
I lavori di Forzano: autore di un grande numero di drammi, dalle prime commedie sentimentali ai drammoni storici spettacolari e di facile presa sul grosso pubblico (Il conte di Bréchard, 1924; Danton, 1929), diventa il drammaturgo del regime fascista e arriva a scrivere tre drammi in collaborazione con Benito Mussolini (Campo di maggio, 1930; Villafranca, 1931; Giulio Cesare, 1940). Negli anni Trenta è attivo anche nel cinema come soggettista e regista di film celebrativi, talvolta tratti da suoi lavori drammatici (Camicia nera, 1933; Tredici uomini ed un cannone, 1936). Proprio nella regia, particolarmente in quella lirica, fornisce le prove più brillanti, con spettacoli sempre all'insegna di un gusto magniloquente (in un Trovatore alla Scala porta in scena ben 12 cavalli!!!) e con una particolare predilezione per il realismo scenografico, governati tuttavia con mestiere indiscutibile. Firma la regia all'insegna del kolossal per l'Arena di Verona di opere come Trovatore e Nerone (1926), Maestri cantori e Mefistofele (1931), Africana e Ballo in maschera (1932). Come regista Forzano tiene a battesimo anche lavori come Nerone di Boito (1924), La cena delle beffe di Giordano (1924).
Il rapporto con Puccini: Forzano fornisce al Maestro il soggetto per Suor Angelica e Gianni Schicchi, le due opere che comporranno, insieme al Tabarro, Il Trittico. Egli curò la regia della prima del Trittico (14.12.1918, Metropolitan Opera House) e di Turandot (25 aprile 1926, Teatro alla Scala di Milano)
Libretti pucciniani curati da Forzano: Suor Angelica (1918) e Gianni Schicchi (1918).
Dopo la prima grande prova proprio con il Trittico di Puccini alla Scala, sarà regista stabile in quel teatro nel 1922-1923 e ricoprirà incarichi analoghi al Regio di Torino ed al Covent Garden.