Comitato Nazionale Celebrazioni Pucciniane
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Manon Lescaut

Ugo Gheduzzi, Atto II
Torino, Teatro Regio, 1 febbraio 1893.
Manon Lescaut: bozzetto casa di Geronte.
roprietà Archivio Ricordi Milano Manon Lescaut: Casa di geronte - proprietà Archivio Ricordi
Ugo Gheduzzi, Bozzetto per l’Atto III
Torino, Teatro Regio, 1 febbraio 1893. 
Manon Lescaut: il porto di L’Havre.
Proprietà Archivio Ricordi Milano Manon Lescaut: Il porto di L’Havre -- proprietà Archivio Ricordi
Adolf Hohenstein, Manon Lescaut, Atto II.
Torino, Teatro Regio, 1 febbraio 1893.
Manon Lescaut.
Proprietà Museo Teatrale alla Scala. Manon Lescaut - proprietà Museo Teatrale alla Scala
Adolf Hohenstein, Manon Lescaut, Atto II.
Torino, Teatro Regio, 1 febbraio 1893.
Manon Lescaut.
Proprietà Museo Teatrale alla Scala. Manon Lescaut 2 - proprietà Museo Teatrale alla Scala
Adolf Hohenstein, Des Grieux. Atto II.
Torino, Teatro Regio, 1 febbraio 1893.
Manon Lescaut.
Proprietà Museo Teatrale alla Scala. Manon Lescaut: Des Grieux - proprietà Museo Teatrale alla Scala
Adolf Hohenstein, Geronte di Ravoir, Atto II.
orino, Teatro Regio, 1 febbraio 1893.
Manon Lescaut.
Proprietà Museo Teatrale alla Scala. Manon Lescaut: Geronte di Ravoir - proprietà Museo Teatrale alla Scala

Dramma lirico in quattro atti
Libretto di autore anonimo (cui collaborarono Ruggero Leoncavallo, Luigi Illica, Domenico Oliva, Marco Praga, Giuseppe Giacosa, Giulio Ricordi)

Fonte: romanzo di Antoine-Francois Prevost Histoire de chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut da cui prese vita anche l'opera omonima di Jules Massenet che, nel 1884, aveva reso noto in musica al pubblico europeo il romanzo di Prevost riscuotendo un grande successo.

Prima rappresentazione: Torino, Teatro Regio, 1 febbraio 1893

Diretta da Alessandro Pomé
Cesira Ferrani (soprano), nei panni di Manon Lescaut
Giuseppe Cremonini (tenore), nei panni di Renato Des Grieux
Achille Moro (baritono), nei panni di Lescaut
Alessandro Polonini (basso), nei panni di Geronte di Ravoir
Ramini (tenore), nei panni di Edmondo

Personaggi:

Manon Lescaut, soprano
Lescaut, sergente delle guardie del re, baritono
il cavaliere Renato Des Grieux, studente, tenore
Geronte di Ravoir, cassiere generale, basso
Edmondo, studente, tenore
l'oste, basso
il maestro di ballo, tenore
un musico, mezzosoprano
il sergente degli arcieri, baritono
il lampionaio, tenore
il comandante di marina, basso
un parrucchiere, mimo
popolani, cortigiani, arcieri, marinai, fanciulle, borghesi, popolane, studenti, musici, vecchi signori e abati

Puccini probabilmente aveva già cominciato a pensare al soggetto della Manon sin dalla fine degli anni '80. Il successo riscosso da Massenet non fece tremare il compositore lucchese che non temeva il confronto: Puccini, infatti, fu sicuro sin dal primo momento che la sua Manon avrebbe offuscato la fama della sorella. Lo stile francese dell'opéra-comique sottostava a regole di gusto limitanti l'espressione universale, mentre Puccini sarebbe riuscito a far proprie le istanze del pubblico europeo senza perdere la propria matrice nazionale. Puccini voleva il trionfo e vi si preparò accuratamente sin dall'attenzione quasi morbosa che pose alla stesura del libretto. La cura maniacale dei particolari, il suo fare e disfare a libretto quasi ultimato avevano fatto ritirate da questa "missione impossibile" tutti i collaboratori che si erano avvicendati nella stesura del libretto da Leoncavallo ad Oliva passando per Praga ed avevano visto Giulio Ricordi affaccendarsi alla ricerca di artisti che riuscissero a convivere con il genio ma anche con il pessimo carattere del compositore lucchese come fu per Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. La partitura fu completata intorno alla fine del 1892 e la prima rappresentazione venne fissata al Teatro Regio di Torino il 1 febbraio 1893. Ricordi aveva ottime ragioni affinché la Manon di Puccini debuttasse nel capoluogo piemontese: la Scala andava evitata per rispetto a Verdi che era in cartellone con il suo Falstaff in programma per il 9 febbraio del 1893, poi anche perché i milanesi avevano accolto gelidamente l'Edgar e pertanto non avrebbero osannato in alcun caso il lavoro di Puccini. Altrettante ottime le ragioni che spinsero Ricordi a mettere in cartellone l'esordio di Manon prima del Falstaff: solo così l'opera di Puccini sarebbe stata attentamente valutata.
Puccini passò a Torino l'intero mese di gennaio per preparare il suo trionfo e così fu: pubblico esterrefatto dalla grandezza del compositore lucchese, critica entusiasta del lavoro e della crescita musicale del giovane compositore. Puccini era riuscito, nella sua Manon Lescaut, a rendere le melodie, le armonie, la sinfonia elementi narranti tanto quanto il canto che suppliscono al messaggio vocale: i suoi temi, le sue melodie conducono lo spettatore, passo dopo passo, alla comprensione della vicenda ed esprimono l'emozione più intensa al di là delle parole. È l'opera capolavoro, dove una melodia o un motivo diventano Leitmotive secondo la migliore scuola wagneriana, o sono richiamati con funzione evocativa proprio come nella tradizione operistica italiana. Puccini aveva acquisito uno stile inconfondibile con la Manon Lescaut, aveva vinto la sua battaglia per la successione sul trono del melodramma da lui avviato verso il nuovo secolo, aveva raccolto la richiesta di un pubblico sempre più raffinato, aveva colto al volo l'opportunità di rivolgersi ad una platea sempre più vasta, aveva traghettato lo stile operistico verso un'internazionalizzazione che liberava dai fossilizzanti idiomi nazionali e che farà di Giacomo Puccini un eterno grande.

TRAMA

Primo atto
Ad Amiens.

È sera. Sul piazzale antistante una locanda ad Amiens un gruppo di studenti squattrinati, animato da Edmondo, festeggiano la giovinezza con lazzi e corteggiamenti. Des Grieux è uno di loro e irride all'amore intonando un'ironica canzonetta quando nella piazza si ferma la diligenza. Scende Manon e Des Grieux rimane folgorato dalla sua bellezza. Manon è una giovane donna che, accompagnata dal fratello Lescaut, sta per entrare in convento. È bella al punto tale che rimane affascinato anche il vecchio Geronte de Ravoir, un ricco banchiere che viaggia con loro. Des Grieux avvicina subito Manon e le palesa tutto il suo turbamento. Intanto il vecchio Geronte sta progettando di rapire la giovane fanciulla e fa approntare una carrozza dall'oste della locanda. Edmondo ode il piano di Geronte e lo confessa all'amico Des Grieux promettendogli di aiutarlo. Des Grieux vuole scappare con Manon e le racconta le mire di possesso del banchiere Geronte proponendole di scappare con lui. Lescaut è intento a giocare a carte con gli altri studenti e con gli avventori della locanda così Edmondo fa preparare la carrozza su cui i due giovani salgono diretti a Parigi. Geronte, deriso dagli studenti per la fuga di Manon, vorrebbe inseguire i due fuggitivi ma Lescaut lo invita a non perdere la calma poiché sa che Manon ama il lusso pertanto presto si stancherà della misera vita che potrà offrirle lo studente e lo abbandonerà.

Secondo Atto
Al palazzo di Geronte.

Le profezie di Lescaut si sono avverate: Manon ha scelto la vita dell'agio che solo Geronte poteva assicurarle ed ha piantato il misero studente. Adesso vive nel palazzo del ricco banchiere. Lescaut, in visita alla sorella, nota lo sfarzo del suo vivere ma nota anche che non è felice: Manon rimpiange, infatti, l'amore sensuale di Des Grieux. Frattanto entrano dei musici che intonano un madrigale e Lescaut parte in cerca di Des Grieux per condurlo dalla sorella. Il salone si riempie di cortigiani che assistono alla lezione di ballo impartita a Manon. Ella si trastulla tra danze e canti, si prodiga in un minuetto con Geronte, riceve i suoi preziosi regali e dimostra a tutti i presenti le sue buone maniere poi congeda gli invitati. Quando Manon rimane sola ecco che compare Des Grieux e fra i due torna ad ardere il vecchio fuoco talmente tanto forte ancora da far dimenticare al povero studente le pene del tradimento subito ed a buttarlo tra le braccia della splendida fanciulla. Geronte, di rientro a palazzo, sorprende i due amanti avvinti l'uno all'altra. Manon deride il vecchio banchiere e non può far altro che dichiarare la sua passione per Des Grieux. Geronte si vendica della sfrontatezza della giovane ed esce a chiamare le guardie affinché la arrestino per prostituzione. Manon, pronta a scappare di nuovo con Des Grieux che è impaziente nel volerla portare via da quelle mura, si lascia cogliere dalla brama di ricchezza e si riempie le tasche di tutti i gioielli che Geronte le aveva donato. I due amanti perdono minuti preziosi e Lescaut giunge a palazzo per avvertirli dell'imminente arrivo delle guardie ma ormai è troppo tardi: Geronte rientra con la polizia e fa arrestare la ragazza.

Terzo Atto
Porto di Le Havre.

Manon ha un destino segnato: sarà imbarcata come prostituta in un bastimento diretto nelle Americhe. Lescaut e Des Grieux sono al porto. Lescaut svela di aver corrotto una guardia per liberare la sorella ma il piano non riesce. Intanto la folla riempie la piazza ed il sergente inizia l'appello. La folla rimane colpita alla vista di Manon stretta al suo uomo Des Grieux, pronto a tutto pur di difendere la sua amata. Quando le deportate debbono salire Des Grieux implora il capitano di potersi imbarcare insieme a lei come mozzo. Il capitano esaudisce la richiesta e la nave salpa.

Quarto Atto
Deserto di New Orléans.

Manon e Des Grieux sono riusciti a fuggire alla prigionia ed ora vagano senza meta sotto il sole rovente nel mezzo del deserto della Nuova Orléans. Manon è allo stremo delle forze: invano l'amante si allontana per cercare soccorso. Manon cade al suolo incapace di proseguire e, rimasta sola, si rivela conscia del proprio destino di morte ma non vuole accettarlo. Des Grieux torna a mani vuote, senza aver trovato alcuna soluzione alle loro agonie e, alla vista di Manon accasciata, lancia il grido della sua disperazione. La bella Manon muore fra le braccia del suo amato, sorridendogli con la passione negli occhi per l'ultima volta.

Alcune arie da Manon Lescaut

Tra voi belle, brune e bionde (Des Grieux - atto I)
Cortese damigella, il priego mio accettate (Manon, Des Grieux - Atto I)
Donna non vidi mai (Des Grieux - Atto I)
In quelle trine morbide (Manon - Atto II)
Tu, tu, amore? Tu ?! (Manon, Des Grieux - Atto II)
Ah, Manon mi tradisce il tuo folle pensiero (Des Grieux - Atto II)
Intermezzo sinfonico: La prigionia - Il viaggio all'Havre
Pazzo son! (Des Grieux, Atto III)
Sola... perduta... abbandonata (Manon, Atto IV)